Il licenziamento resta valido. Il Tribunale ha respinto il ricorso presentato da Enrico Varriale contro la Rai, confermando il provvedimento di licenziamento per giusta causa disposto dall’azienda nei confronti dell’ex vicedirettore di Rai Sport. La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, è stata confermata all’Adnkronos da fonti Rai. Per il giudice non regge la tesi difensiva secondo cui il recesso sarebbe stato una ritorsione legata alle cause intentate dal giornalista contro l’azienda per il presunto demansionamento.
La sentenza, emessa il 14 luglio, ritiene che la decisione della Rai sia fondata su “fatti concreti e documentati“. Tra questi figurano la condanna a 10 mesi per atti persecutori e lesioni personali nei confronti dell’ex compagna, confermata anche in appello solo poche settimane fa, e gli elementi emersi in un secondo procedimento penale, ritenuti incompatibili con il ruolo ricoperto da Varriale e lesivi dell’immagine del servizio pubblico.
Il Tribunale ha inoltre escluso che la tempistica del licenziamento possa dimostrare un intento ritorsivo. Nelle motivazioni si evidenzia infatti che, in precedenza, la Rai aveva adottato nei confronti del giornalista soltanto una sanzione conservativa per un diverso procedimento disciplinare e aveva anche valutato possibili soluzioni organizzative per un suo reinserimento professionale. Per il giudice, quindi, il licenziamento non rappresenta una reazione alle iniziative giudiziarie intraprese dal lavoratore, ma è giustificato dalla gravità dei fatti contestati.








