Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiA ventisei anni dalla legge Berlinguer, la 62/2000, sulla parità scolastica, il tabù del finanziamento diretto alle paritarie è caduto. Con la registrazione del decreto interministeriale n. 140 del 14 luglio, firmato dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e dal ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, diventa operativo il cosiddetto "bonus paritarie": un contributo fino a 1.500 euro l'anno alle famiglie a basso reddito che iscrivono i figli a una scuola paritaria.
La misura nasce dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025), che con un emendamento della senatrice Mariastella Gelmini, sostenuto da tutta la maggioranza, ha stanziato 20 milioni di euro per il solo 2026 e ne ha fissato il perimetro: possono richiedere il contributo le famiglie con Isee non superiore a 30mila euro, per ogni studente che frequenti una scuola paritaria secondaria di primo grado o il primo biennio di una paritaria di secondo grado.
Il funzionamento del bonus e gli scaglioni Isee
Il decreto ne definisce il funzionamento e ha modulato l’importo in tre scaglioni inversamente proporzionali al reddito: fino a 10mila euro di Isee il contributo annuo va da 600 a 1.500 euro; tra 10mila e 20mila, da 400 a 1.300; tra 20mila e 30mila, da 200 a 1.000. Le domande si presentano tramite la Piattaforma Unica del Ministero, dopo la pubblicazione dell'avviso pubblico che sarà emanato dalla Direzione generale per lo studente. A erogare materialmente le somme sarà l'Ufficio scolastico regionale competente per la sede della scuola.








