Diritto
Howto
Una raccomandata digitale inviata via WhatsApp può sostituire la PEC? Un SMS può provare che una comunicazione è stata ricevuta? Che differenza c’è tra PEC, REM, SERC e SERC qualificato? E soprattutto: quale strumento bisogna usare quando è necessario dimostrare con certezza chi ha inviato un documento, chi lo ha ricevuto e quale fosse esattamente il suo contenuto?
Sono domande sempre più frequenti, anche perché il mercato propone con sempre maggiore frequenza servizi capaci di inviare comunicazioni “certificate” tramite email, SMS e applicazioni di messaggistica, promettendo ricevute, marche temporali, firme elettroniche e numerose “prove legali“. Il rischio è confondere strumenti molto diversi.
Una PEC certifica determinati eventi. Una firma digitale ne certifica altri. Una marca temporale prova il momento in cui esisteva un documento. Un SERC (Servizio Elettronico di Recapito Certificato) documenta il recapito elettronico. Un SERC qualificato aggiunge requisiti e presunzioni previsti dal Regolamento eIDAS. WhatsApp, invece, rimane soltanto un canale, a meno che non sia inserito all’interno di un processo di recapito certificato più strutturato.






