Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), la cui base operativa si trova a Tampa (Florida), informa che le Forze armate americane hanno completato – testualmente con successo – la nona serata consecutiva di attacchi contro l'Iran, effettuati il 19 luglio alle 22 00 ET (fuso orario della “Eastern Time”) più o meno tra le 05-06 GMT.
Le forze aeree del Centcom “hanno colpito centri di comando militare iraniani, siti di difesa aerea e sorveglianza costiera, capacità marittime, siti di lancio di missili e droni, e reti di comunicazione per ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di attaccare navi commerciali e marinai civili che transitano lo Stretto di Hormuz”, informa il Comando centrale, aggiungendo che “l’Esercito statunitense sta chiedendo conto all'Iran, sotto la direzione del Comandante in Capo. Le forze del Centcom rimangono altamente vigili, concentrate, letali e pronte a colpire”.
Non poteva esserci fine più indegna per il memorandum of under standing (MoU) sottoscritto a Versailles – con grande risalto mediatico – dagli Usa durante lo svolgimento dell’ultimo G7 e dopo sforzi diplomatici assai complessi, tenutesi in Svizzera con la mediazione del Pakistan. L’accordo ormai rotto era articolato in 14 punti, e aveva fissato in 60 giorni il tempo necessario a poter giungere a concludere l’accordo di pace nell’area del Golfo persico; purtroppo e con rammarico, dobbiamo constatare che è saltato tutto miseramente, mortificando la diplomazia che aveva consentito di raggiungere quel risultato assai difficile. Adesso si sono spalancate le porte alle operazioni militari, l’unico linguaggio che viene riconosciuto e praticato.










