HomeMilanoCronacaBaby influencer delle rapine. A 17 anni strappa la collana e la mostra nel video socialStudentessa universitaria derubata della catenina in corso di Porta Ticinese. La tiktoker con quasi 100mila follower si è ripresa con il bottino tra i denti. Arrestata dalla Mobile insieme all’amica di 15 anni (già denunciata due volte).Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciI video girati in cameretta con la collezione di sneakers Nike accanto al letto. I selfie all’ombra del Bosco verticale, lungo le sponde dei Navigli, alla fermata del metrò o sotto il porticato della Loggia dei Mercanti. I piercing. Le unghie curatissime. I vestiti sfoggiati a favor di smartphone. Fotogrammi dalla vita (social) di una diciassettenne nata a Milano da genitori tunisini e residente in una casa popolare a Città Studi. Una carrellata che conta pure i tre filmati postati la notte del 25 giugno (con una media di 30mila visualizzazioni l’uno) sul profilo TikTok da quasi 100mila follower: Sara (nome di fantasia) canticchia in arabo e spalanca la bocca per mostrare qualcosa tra i denti.

È la catenina, hanno accertato le indagini, che poco prima ha strappato dal collo di una studentessa di 22 anni. E quei frame saranno decisivi per addossarle la co-responsabilità del raid andato in scena in zona Ticinese. Nei giorni scorsi, la diciassettenne e la complice quindicenne Marta (altro nome di fantasia), a sua volta figlia di padre e madre nordafricani e residente nell’hinterland, sono finite in manette nell’ambito di una più vasta operazione contro la criminalità giovanile portata avanti dagli agenti della Squadra mobile, che si è chiusa con 164 arresti in flagranza e 92 denunce. Sara e Marta sono state intercettate in piazza Gae Aulenti dagli investigatori della sezione Contrasto al crimine diffuso, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Filippo Bosi, e portate al carcere minorile di Pontremoli, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa il 13 luglio dal gip del Tribunale dei minorenni Nicoletta Cremona su richiesta dei pm coordinati dal procuratore Luca Villa.