<p>Ivass chiede più tutele per i clienti e maggiore trasparenza per le polizze assicurative sottoscritte al supermercato o proposte dai call center degli operatori di luce, gas o telefonici.</p><p>La richiesta dell'autorità di vigilanza presieduta dal direttore generale di Banca d'Italia Paolo Angelini è arrivata a valle di un'indagine sul fenomeno che sta prendendo piede pur avendo ancora numeri contenuti.</p><p>«La progressiva semplificazione dei processi di vendita dei prodotti assicurativi offerti dagli operatori non tradizionali, favorita dall'ampia diffusione di canali digitali, può tradursi in una maggiore accessibilità dell'offerta assicurativa per i clienti», hanno spiegato dall'istituto, «Al contempo le modalità distributive adottate richiedono un attento presidio della trasparenza dei processi di vendita, della qualità delle informazioni fornite nella fase precontrattuale e della corretta rilevazione delle esigenze assicurativ e al fine di garantire scelte consapevoli e coerenti con i bisogni di coperture».
I premi intermediati oggetto dello screening erano pari a 98,5 milioni nel 2025 tra polizze danni per la casa, infortuni, animali domestici e viaggi a costo contenuto</p><p>Le verifiche, si legge nel documento diffuso dall'Ivass, hanno evidenziato «margini di miglioramento in termini di qualità dei prodotti, trasparenza dei processi di vendita e delle informazioni precontrattuali, nonché di corretta rilevazione delle esigenze assicurative della clientela». È possibile, come suggerisce il basso rapporto tra sinistri liquidati e premi incassati (20%), che i contratti abbiano esclusioni o limitazioni che riducono i casi indennizzabili.






