Se si mettono in fila tutte le volte che Elon Musk si è scagliato contro un paese o un governo, emergono subito due temi ricorrenti: immigrazione e magistratura. Rarissime le eccezioni. Su questi cardini Musk ha costruito il suo discorso politico negli ultimi anni. L’Italia non fa eccezione. Anzi. È uno dei Paesi in cui Musk è intervenuto con maggiore frequenza. E il suo bersaglio è stato quasi sempre lo stesso: la magistratura. La vicenda di Mario Roggero gli ha consentito addirittura di alzare la posta. Questa volta non si è limitato a criticare la sentenza. Ma ha chiesto che i giudici subiscano la stessa condanna del gioielliere. L’attacco più violento. Più diretto. Ma per capire perché Musk attacca la magistratura è meglio rileggere un altro tweet. Novembre 2024. I giudici di Roma bloccano i trasferimenti dei migranti nei centri in Albania. Musk reagisce su X. Il suo social: «Questi giudici devono andarsene». E poi ancora: «Le persone in Italia vivono in una democrazia o un’autorità non eletta prende le decisioni al posto loro?». È in questa frase che emerge con maggiore chiarezza la sua lettura politica. L’attacco alle istituzioni fu così esplicito che intervenne anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «L’Italia sa badare a se stessa nel rispetto della sua Costituzione». Musk non entra nel merito giuridico di una decisione. Ma la interpreta come il sintomo di un conflitto più grande, che attraversa le democrazie e che lui vuole cavalcare: quello tra volontà popolare e le istituzioni che, a suo giudizio, finiscono per limitarla. È questa la narrativa che dà coerenza a tutto. Per Musk il conflitto politico del nostro tempo non è più tra destra e sinistra. È tra gli elettori e i poteri che non rispondono direttamente a loro. Musk è un maestro nell’alimentare questo conflitto sul suo social. Il post con cui ha attaccato i magistrati italiani (rimasto sottotraccia fino a quando Andrea Stroppa, referente dell’imprenditore in Italia, non lo ha rilanciato) era un commento a un contenuto pubblicato da un creator peruviano, attivo soprattutto in campagne contro immigrati e socialisti. Un profilo molto comune tra i creator di X.com. Pochi mesi dopo il primo affondo contro la magistratura, Elon Musk torna a parlare di Italia. E lo fa a proposito di denatalità. «L’Italia sta scomparendo», scrive, rilanciando uno dei temi più ricorrenti del dibattito politico conservatore europeo: il calo delle nascite come emergenza nazionale, economica e culturale. Anche in questo caso decide di intervenire su un caso già al centro dell’agenda di governo di Giorgia Meloni.All'epoca Musk aveva anche un interesse industriale in Italia. Discuteva con il governo di un possibile accordo da 1,6 miliardi di euro per i servizi di comunicazione criptata di Starlink. L'intesa non è mai arrivata, anche per i timori legati alla crescente incertezza dell'impegno americano nella sicurezza europea. Oggi non è chiaro se Musk sia alla ricerca di nuovi interlocutori. Ma se li cerca, lo fa a destra. Ed è preciso a intervenire ovunque a ridosso di una campagna elettorale. Cinque giorni fa ha definito Marine Le Pen «l’ultima speranza per la Francia». Per lui è una vittima della magistratura politicizzata. Per Musk la sua condanna per i fondi europei conferma l'idea che, nelle democrazie occidentali, esistano poteri intenzionati a orientare la politica. Ma Musk ha sostenuto l’Afd in Germania, Nigel Farage nel Regno Unito. Ha attaccato Keir Starmer a Londra e Pedro Sanchez a Madrid, colpevoli di incarnare un potere, un quadro istituzionale, nel quale non si riconosce più. Per Musk magistrati, regolatori e autorità indipendenti e media rappresentano un potere non eletto che ostacola il mandato espresso dagli elettori. Per i suoi critici è un attacco ai contrappesi liberali su cui si fondano le democrazie costituzionali. Per i suoi sostenitori è una difesa della democrazia maggioritaria contro un establishment non eletto. Musk è disposto a sostenere chiunque sia disposto a battersi contro queste istituzioni. Anche in Italia.