L’assenza del presidente della UEFA alla finale della Coppa del Mondo 2026 tra Spagna e Argentina riaccende le tensioni con la FIFA: sullo sfondo il caso Balogun, le polemiche sui Mondiali a 48 squadre e nuove frizioni tra i due massimi organismi del calcio mondiale.

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L'assenza di Aleksander Ceferin alla finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina continua a far discutere e alimenta le voci di una frattura sempre più profonda tra UEFA e FIFA. Secondo quanto riportato dal giornale inglese The Times, il presidente della federazione europea, che ricopre anche la carica di vicepresidente della FIFA, avrebbe scelto di non presenziare all'atto conclusivo della competizione come forma di protesta nei confronti della gestione del caso Folarin Balogun.

L'episodio che avrebbe incrinato ulteriormente i rapporti risale a due settimane fa, quando la FIFA ha deciso di revocare il cartellino rosso inflitto all'attaccante degli Stati Uniti. Una decisione che ha provocato la durissima reazione della UEFA, che in una nota ufficiale aveva definito il provvedimento "senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile", accusando la federazione mondiale di aver oltrepassato un limite ritenuto invalicabile. Per l'organismo europeo, infatti, la squalifica automatica conseguente a un'espulsione non può essere oggetto di valutazioni discrezionali. Il caso Balogun, però, rappresenta solo l'ultimo capitolo di un rapporto sempre più teso tra le due istituzioni. Già durante il Mondiale, Ceferin aveva espresso forti perplessità sull'allargamento della competizione a 48 squadre, sostenendo che il nuovo formato avesse inevitabilmente abbassato il livello tecnico di diverse partite, rendendo il torneo meno spettacolare.