Il volo AS181 di Alaska Airlines, partito nel pomeriggio di domenica da Roma Fiumicino con destinazione Seattle-Tacoma, ha dovuto interrompere il suo viaggio e tornare indietro a causa di vibrazioni sospette a uno dei motori. L’aereo, un Boeing 787-9 Dreamliner, era partito regolarmente alle 16.22, raggiungendo la quota di crociera. Ma dopo circa due ore dal decollo, a sud-est del Regno Unito, l’equipaggio ha segnalato vibrazioni anomale a uno dei motori e il comandante ha deciso di invertire la rotta, come da protocollo per questo tipo di emergenza. La prima ipotesi è stata uno scalo di emergenza a Parigi, ma alla fine si è optato per Fiumicino.

Prima di rientrare l’aereo ha fatto un passaggio sull’Atlantico, dove ha scaricato in mare parte del carburante per ridurre il peso: essendo carico in vista della traversata oceanica, infatti, il velivolo sarebbe stato troppo pesante per atterrare in sicurezza poco dopo il decollo. Alla fine il Boeing è atterrato regolarmente sulla pista 16R dello scalo romano alle 21.15, dopo circa cinque ore di volo. Una volta toccata terra, l’aereo è stato trasferito in una piazzola remota, dove il personale tecnico ha avviato i primi accertamenti al motore per verificare la causa dell’anomalia. Non si sono registrate conseguenze per i passeggeri a bordo, la cui partenza per Seattle è stata riprogrammata dalla compagnia aerea nella giornata di oggi, lunedì 20 luglio.