di
Antonella Baccaro
Si parla di «approfondimenti di competenza». Il conduttore pronto a collaborare ma poi si chiede: «La Rai lo fa per tutelare la sua immagine, ma la mia che è in parte è anche Rai, l’ha mai tutelata?»
Due passi avanti e uno indietro. Ma alla fine la Rai avvia verifiche sulla vicenda riguardante il vicedirettore Sigfrido Ranucci e Report. Con una nota ufficiale l’azienda conferma in sostanza che l’iter per un’eventuale audit è avviato ed è un «atto dovuto». La dicitura usata è quella più generica di «approfondimenti di competenza» che null’altro sono che gli atti propedeutici all’audit anticipato al Corriere da fonte certa, per aprire il quale la Rai deve solo attendere il via libera degli inquirenti, che non vuole intralciare. Insomma è solo questione di tempi.
Ranucci lo comprende benissimo e in una nota replica: «Il sottoscritto e la squadra di Report sono pronti a affrontare l’ennesimo Audit o verifiche, avendo già passate tutte le altre». Poi i toni si fanno più duri e, a proposito della volontà espressa nella nota Rai di «tutelare la propria immagine e quella del giornalismo del servizio pubblico», Ranucci chiede: «La Rai lo fa per tutelare la sua immagine, ma la mia che è in parte è anche Rai, l’ha mai tutelata?». Per il giornalista è inaccettabile che le verifiche partano da una richiesta del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, basata su «informazioni false riportate dai giornali».










