Dopo quasi un mese, il torrente Valeille ha restituito il corpo di una donna. L’identità è ancora «in fase di verifica» – spiegano la Centrale unica del soccorso della Valle d’Aosta e il Corpo valdostano dei vigili del fuoco – ma ci sono pochi dubbi che sia Christine Schilling, 47 anni, statunitense residente da alcuni anni a Saint-Pierre. Giovedì 25 giugno, la donna era entrata nel torrente con le due figlie per cercare di soccorrere il loro cane che era caduto in acqua, ma si erano trovate in difficoltà. Le due ragazze, di cui una minorenne, erano riuscite ad arrampicarsi su un masso e a dare l’allarme. I vigili del fuoco le avevano soccorse e l’elicottero della protezione civile ne aveva recuperata una delle due, in stato di choc, con il verricello. Ma Schilling era stata trascinata via dalla corrente. Il corpo senza vita è stato recuperato in località Lillaz, nel comune di Cogne. I soccorritori spiegano che «il corpo è stato individuato in un anfratto, non rilevabile in condizioni normali per la presenza di una cascata. Il recupero è stato condotto mediante la gestione del flusso dell’acqua per mezzo delle briglie a monte». Hanno lavorato sul posto, oltre al Corpo valdostano dei pompieri, la Protezione civile regionale e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il corpo non si trovava nonostante «un'ispezione preliminare dell'85% dei volumi idrici delle pozze interessate» anche a causa dell’elevata portata del torrente, della velocità dell'acqua, dei forti vortici. Le ricerche erano state sospese dopo alcuni giorni. A seguito di sopralluoghi condotti dai tecnici della Protezione civile e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco lungo il tratto del torrente, per circa 150 metri, è stata individuata una soluzione ingegneristica specifica: la Protezione civile spiega che sono stati creati «due invasi temporanei a monte» con «la chiusura meccanica programmata delle tubazioni di fondo di due briglie esistenti». I due laghetti avevano una capacità di stoccaggio di circa 4.500 e 2.500 metri cubi d’acqua. Una manovra che «ha consentito di abbattere la portata del torrente, garantendo una finestra di "bassa portata" di circa 20-30 minuti utile all'esecuzione delle immersioni in sicurezza». Le operazioni di recupero sono terminate e si procede alle operazioni di riconoscimento del corpo.