La medaglia d’oro non l’ha tenuta per sé. Subito dopo aver vinto il Mondiale con la Spagna, Nico Williams ha attraversato il campo per raggiungere la madre sugli spalti e metterle al collo il simbolo del trionfo. Un gesto semplice, ma dal significato enorme: quel riconoscimento era dedicato a Maria, la donna che, incinta del primogenito Iñaki, attraversò a piedi nudi il deserto del Sahara insieme al marito Felix per inseguire un futuro migliore.

Per l’esterno dell’Athletic Bilbao il titolo mondiale rappresenta il punto più alto di una storia familiare iniziata nei primi anni Novanta in Ghana. I suoi genitori lasciarono Accra affrontando un viaggio estenuante attraverso il Sahara, tra caldo insopportabile di giorno, freddo di notte, scarsità di acqua e cibo e la sabbia rovente che provocò ustioni e danni permanenti ai piedi del padre. Un’esperienza rimasta impressa soprattutto nella madre Maria, che anni dopo, durante una vacanza a Dubai, scoppiò in lacrime davanti alle dune, riportata con la memoria a quella traversata.

Dopo essere arrivati in Marocco, Felix e Maria furono fermati davanti alla barriera di Melilla. Per evitare la deportazione si finsero rifugiati in fuga dalla guerra in Liberia e riuscirono così a ottenere asilo. Determinante fu poi l’aiuto della Caritas, di un avvocato e di don Iñaki Mardones, il sacerdote che accompagnò la famiglia nei primi anni in Spagna e al quale il fratello maggiore deve il proprio nome. Stabilitisi nei Paesi Baschi, dovettero affrontare un lungo periodo di difficoltà economiche prima di costruire una nuova vita.