Con le prime scadenze della Tari di luglio diventa operativo il bonus sociale destinato alle famiglie con redditi più bassi. Lo sconto del 25% della tassa sui rifiuti, verrà riconosciuto automaticamente a chi possiede i requisiti ISEE previsti dalla normativa, senza la necessità di presentare una domanda.
Con le scadenze di luglio per il pagamento della Tari prende finalmente il via, in molti Comuni italiani, l’applicazione concreta del bonus sociale sui rifiuti. Una misura attesa da tempo che punta ad alleggerire il peso della tassa per le famiglie con redditi più bassi e che, estende anche alla Tari il sistema di agevolazioni già previsto per le bollette di luce, gas e acqua. L’avvio del bonus rappresenta uno dei tasselli della strategia del Governo per rafforzare gli strumenti di sostegno ai nuclei economicamente più fragili. Tuttavia, la misura arriva dopo un lungo iter attuativo che ha fatto slittare di diversi mesi l'operatività.
Come funziona il bonus L’agevolazione consiste in una riduzione del 25% dell’importo della Tari dovuta. Lo sconto viene riconosciuto una volta l'anno automaticamente ai cittadini che possiedono i requisiti previsti, senza necessità di presentare una domanda specifica. Per ottenerlo è però indispensabile aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il rilascio dell’ISEE. Sono infatti i dati trasmessi dall’INPS ai gestori del servizio rifiuti a consentire l’individuazione dei beneficiari. Per il 2026 fanno fede gli ISEE elaborati nel corso del 2025. Chi ha presentato la documentazione solo negli ultimi giorni dell’anno scorso e ha ottenuto l’attestazione nei primi giorni del 2026 potrebbe invece ricevere lo sconto direttamente con la Tari del prossimo anno, per ragioni legate ai tempi tecnici di elaborazione delle banche dati. I requisiti economici: i limiti ISEE Dal 2026 possono accedere al bonus i nuclei familiari con:









