Ogni traiettoria industriale ha un momento in cui i motori si accendono e un altro in cui bisogna davvero entrare in orbita. L’accordo siglato da Intesa Sanpaolo con la Banca europea per gli investimenti e l’Agenzia spaziale europea appartiene al primo momento: mette carburante, riduce attriti, apre una rotta. Ed è una buona notizia, perché tratta finalmente la space economy non come una vetrina tecnologica da convegno, ma come una filiera industriale che ha bisogno di capitale, competenze e strumenti coerenti con tempi lunghi, rischi tecnologici e mercati globali.