SpaceX sta conducendo trattative riservate con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) per concedere all'agenzia militare l'accesso alla propria infrastruttura di datacenter per l'esecuzione e l'addestramento di modelli di intelligenza artificiale.
Secondo fonti vicine al dossier riportate dal WSJ, il controvalore economico dell'intesa in discussione si attesterebbe su diversi miliardi di dollari, sebbene le negoziazioni siano tuttora in corso e non si escluda il rischio di un mancato accordo.
L'iniziativa rappresenta un'ulteriore accelerazione nella strategia di diversificazione di SpaceX nel mercato dei servizi cloud e dell'High-Performance Computing (HPC). Negli ultimi mesi, la compagnia guidata da Elon Musk ha siglato intese commerciali di rilievo con player del calibro di Anthropic, Google e la startup Reflection AI, ponendo le basi per un'espansione mirata a competere direttamente con provider specializzati quali CoreWeave. Fonti interne indicano che la strategia commerciale preveda l'offerta di potenza computazionale a prezzi significativamente più aggressivi rispetto agli standard di mercato attuali.
La base operativa di questa nuova divisione compute deriva dal recente riassetto societario che ha visto SpaceX completare l'acquisizione di xAI e il successivo sbarco sui mercati azionari con la quotazione in borsa (IPO). Con questa operazione, i modelli della famiglia Grok e le relative risorse hardware sono confluiti direttamente nell'assetto di SpaceX.







