Entra nella fase decisiva una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel settore delle telecomunicazioni italiane. Si apre infatti il periodo di adesione all’Offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria (Opas) promossa da Poste Italiane su Tim, destinato a concludersi l’11 settembre salvo proroghe.Dopo il via libera della Consob e il giudizio favorevole espresso dal Consiglio di amministrazione di Tim, la parola passa ora al mercato. Dall’esito dell’offerta dipenderà infatti la nascita del nuovo gruppo integrato immaginato da Poste Italiane, destinato a riunire telecomunicazioni, cloud, data center, servizi finanziari, logistica e piattaforme digitali in un’unica infrastruttura nazionale.Indice degli argomenti
Al via il periodo di adesioneIl corrispettivo resta invariatoIl via libera unanime del CdA di TimLabriola: “Non solo finanza, ma un progetto industriale”Intermonte: decisivo il livello finale delle adesioniUna partita che guarda oltre le telecomunicazioniAl via il periodo di adesioneCon la pubblicazione del Documento di Offerta e del Documento di Esenzione, Poste Italiane ha ufficialmente dato avvio all’operazione dopo l’approvazione ricevuta dalla Consob lo scorso 15 luglio.Il periodo di adesione si apre il 20 luglio e terminerà l’11 settembre, per una durata complessiva di quaranta giorni di Borsa aperta. Il pagamento del corrispettivo, salvo proroghe, è previsto il 18 settembre, mentre un’eventuale riapertura dei termini potrebbe svolgersi tra il 21 e il 25 settembre.L’offerta riguarda fino a 1,706 miliardi di azioni ordinarie Tim, pari a circa il 79,9% del capitale sociale, al netto della partecipazione già detenuta da Poste Italiane.Il corrispettivo resta invariatoPer ogni azione Tim portata in adesione, Poste riconoscerà un corrispettivo composto da 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione. Si tratta della struttura dell’offerta già illustrata al mercato nei mesi scorsi e confermata nella documentazione definitiva pubblicata domenica.L’operazione mantiene quindi l’impianto originario, con una componente cash e una componente in azioni destinata a consentire agli attuali azionisti Tim di partecipare anche alla futura creazione di valore derivante dall’integrazione industriale.Il via libera unanime del CdA di TimUn elemento destinato a incidere sul percorso dell’operazione è rappresentato dal giudizio espresso dal Consiglio di amministrazione di Tim.Il board ha approvato all’unanimità il comunicato dell’emittente, ritenendo il corrispettivo congruo dal punto di vista finanziario e valutando positivamente il razionale industriale, le prospettive dell’operazione e la sua coerenza con il percorso già intrapreso dal gruppo.La valutazione si fonda anche sulle fairness opinion elaborate dagli advisor finanziari Evercore e Goldman Sachs, oltre che sulle analisi predisposte con il supporto di Kearney.Contestualmente Tim ha annunciato che non aggiornerà il piano industriale prima del completamento dell’offerta. Il 29 luglio saranno quindi diffusi esclusivamente i risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2026.Labriola: “Non solo finanza, ma un progetto industriale”Anche l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, ha sottolineato la portata strategica dell’operazione in una lettera inviata ai dipendenti in occasione dell’avvio dell’Opas. “Questa non è soltanto un’operazione finanziaria. È un progetto industriale di lungo periodo”, scrive il manager, evidenziando come l’ingresso di Poste Italiane quale principale azionista industriale possa consentire a Tim di condividere una visione di sviluppo, rafforzare la capacità di investimento, accelerare l’innovazione e creare nuove opportunità di crescita.Intermonte: decisivo il livello finale delle adesioniSecondo Intermonte, il giudizio unanime del Consiglio di amministrazione rafforza la credibilità dell’Opas e può sostenere il percorso di adesione, pur lasciando invariati i termini economici dell’offerta.La variabile decisiva diventa ora la percentuale di capitale che Poste riuscirà a raccogliere entro la chiusura. Il livello finale delle adesioni sarà determinante per consolidare il controllo su Tim, creare le condizioni per il delisting e accelerare l’integrazione industriale nella piattaforma del gruppo.Una partita che guarda oltre le telecomunicazioniL’Opas su Tim viene osservata con attenzione anche fuori dall’Italia. Il quotidiano economico francese Les Echos, ad esempio,descrive l’operazione come la nascita di un “campione nazionale” della sovranità digitale, capace di integrare la piattaforma fisica e digitale di Poste con le reti fisse e mobili di Tim, oltre agli asset cloud e data center. Secondo il giornale, il progetto punta a rafforzare la modernizzazione delle infrastrutture italiane e la competitività del Paese. Si tratta di una lettura coerente con la strategia industriale illustrata da Poste Italiane nei mesi scorsi, che individua nell’integrazione tra connettività, servizi digitali, cloud, identità digitale e piattaforme una leva per costruire quella che il gruppo definisce la più grande società-piattaforma italiana.











