Un artista divisivo, anche a Sassari. Il cantante Tony Pitony approda domani in città per una data all’interno del Festival Abbabula in programma sul palco di Piazza Università. Ma mentre si esibirà, poco distante in corso Regina Margherita, davanti agli spazi dell’ex Questura, si terrà una iniziativa definita di “dissenso” in occasione del concerto. Azione spontanea, nata dal basso e “non firmata” che ritiene di dover aprire una riflessione sull’evento e, si riferisce in una nota stampa, sul «significato culturale di alcune scelte pubbliche». Si contestano i contenuti delle canzoni dell’artista dove, si riferisce, «ricorrono rappresentazioni degradanti e linguaggi estremamente crudi e violenti che prendono di mira donne, persone gay e lesbiche, persone con corpi non conformi ai modelli socialmente dominanti, persone con disabilità visiva e altre soggettività considerate marginalizzate».

«Il contesto performativo e l'intenzione dichiarata non si possono considerare sufficienti a neutralizzare l'effetto culturale di quei messaggi», si afferma. In soldoni, secondo gli autori del comunicato, non basta l’ironia e l’irriverenza per giustificare quanto espresso da Pitony la cui provocazione rafforzerebbe gli stereotipi su alcune categorie storicamente discriminate e marginalizzate. È proprio il modello comunicativo a finire sotto la lente, fatto di aggressività e «spettacolarizzazione della discriminazione», riflettendo un sistema ritenuto «sbilanciato». «Le logiche commerciali- continua la nota- condizionano le scelte artistiche, la visibilità è concentrata su pochi nomi e le donne continuano a essere sottorappresentate, non solo sui palchi ma anche nei ruoli decisionali, produttivi e direttivi dell'industria musicale».