Le mountain bike elettriche (e-Mtb) sono diventate uno dei concentrati di tecnologia più sofisticati del mondo delle biciclette. Motori centrali, sensori di coppia, batterie integrate, sospensioni regolabili, cambi elettronici e telai in carbonio hanno però un prezzo: i modelli realmente pensati per la montagna partono spesso da 2.500-3.000 euro, salgono con facilità oltre i 10.000 e, nei casi più estremi, sfiorano perfino i 20.000 euro. In cambio di uno sforzo economico non alla portata di tutti, queste biciclette hanno cambiato profondamente l’accesso ai sentieri e alle strade di montagna: permettono di affrontare salite lunghe e dislivelli importanti anche a chi non ha il fisico e il fiato di Pogacar, né l’allenamento e la volontà degli amatori più accaniti. Non eliminano la fatica, ma la rendono gestibile e allargano parecchio il raggio d’azione. Resta una domanda: che cosa distingue davvero una e-Mtb da 3.000, 5.000 o 10.000 euro da un modello che costa poche centinaia di euro? E, soprattutto, che cosa si può fare concretamente con una mountain bike elettrica economica? Per capirlo abbiamo provato durante alcune escursioni sui sentieri dalle Valsassina la Nilox MB10, proposta a 999,95 euro di listino ma già disponibile nei negozi a meno di 800 euro. Una cifra che la colloca fra le e-Mtb più economiche in assoluto sul mercato italiano.