di
Nicolò Fagone La Zita
Domenica dolorosa a La Morra, nelle Langhe, dove vive la famiglia del negoziante condannato e ora nel carcere di Bollate
LA MORRA (CUNEO) - Il cancello resta chiuso. La villa è quella di sempre, ma per la famiglia Roggero nulla è più come prima. Da quando Mario, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi, è entrato nel carcere di Bollate, il tempo sembra essersi fermato e la normalità appare perduta. A raccontarlo è la moglie, Mariangela Sandrone, che ieri, 19 luglio, nel primo fine settimana senza il marito dopo quasi cinquant’anni, ha trascorso la giornata occupandosi delle sue necessità. Subito dopo pranzo è salita in macchina per comprare ciò che Mario aveva chiesto durante la prima telefonata alla famiglia, durata dieci minuti e avvenuta sabato: un accappatoio, un costume da bagno, infradito e alcuni libri dedicati alla crescita personale. Indumenti e letture gli saranno consegnati al più presto, probabilmente tramite l’avvocato Stefano Marcolini. Secondo quanto riferito alla famiglia, infatti, dovranno trascorrere almeno dieci giorni prima del primo colloquio; successivamente le visite saranno una alla settimana.
La telefonataNel frattempo potranno sentirlo al telefono, sempre per un massimo di dieci minuti. Una boccata d’ossigeno che domenica è arrivata poco prima di cena, poco dopo le 20. Il momento atteso fin dalle prime ore del mattino, da entrambe le parti. La domenica, per tradizione, è sempre stata la giornata in cui la famiglia si riuniva per raccontarsi le vicende della settimana. Un rito che, anche ieri, nonostante il poco tempo disponibile, la famiglia è riuscita a celebrare. «È un dolore incredibile sentirlo solo tramite un dispositivo — racconta Mariangela — un uomo anziano dovrebbe trascorrere i suoi ultimi anni insieme a chi lo ama. Invece è in una cella, che ci ha descritto come molto piccola. Gli ho detto che faremo tutto il possibile per non lasciarlo solo. Mio marito ha lavorato per tutta la vita, questo dovrebbe essere il tempo del raccolto, quello in cui rilassarsi e godersi i nipoti. Invece è dietro le sbarre, punito per aver difeso la sua famiglia mentre si guadagnava lo stipendio».











