Il 27 marzo 1973, al Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles, la cerimonia degli Oscar scorreva come sempre tra attese, applausi e pronostici. Quell’anno il premio per il miglior attore protagonista era praticamente segnato: Marlon Brando, per la sua interpretazione ne Il Padrino di Francis Ford Coppola. Ma quando è arrivato il momento della consegna, sul palco non è salito lui. Al suo posto è apparsa una giovane donna apache, Sacheen Littlefeather, che si è presentata come attivista dei diritti dei nativi americani. È salita sul palco e ha spiegato al pubblico che Brando rifiutava il premio in segno di protesta contro la rappresentazione e il trattamento dei popoli nativi nell’industria cinematografica statunitense. Sacheen Littlefeather sul palco degli Oscar
La scena
Quando i presentatori Roger Moore e Liv Ullmann le hanno consegnato simbolicamente la statuetta, Littlefeather, passata alla storia come “Piccola Piuma”, ha rifiutato di accettarla. Poi ha preso la parola, spiegando: «Mi chiamo Sacheen Littlefeather. Rappresento Marlon Brando questa sera e lui mi ha chiesto di dirvi che, con grande rammarico, non può accettare questo generoso premio. Il motivo è il trattamento riservato ai nativi americani nell’industria cinematografica e in televisione, così come gli eventi in corso a Wounded Knee». In quel periodo, infatti, era in corso l’occupazione di Wounded Knee, nel Dakota del Sud, da parte dell’American Indian Movement: una delle più importanti proteste dei nativi americani del Novecento, simbolo della crisi dei rapporti con il governo federale.






