HomeMontecatiniCronacaUn giardino archeologico. Il Castello di Monsummano diventa un’area di studioPronto il protocollo d’intesa con la Soprintendenza e l’università di Firenze. Restauro e analisi del sito ma anche didattica con tirocini e summer school. .Il. Castello di Monsummano Alto diventerà un sito di studio (. Foto GoioraniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn giardino archeologico al castello di Monsummano Alto, l’amministrazione comunale ha pronto il protocollo d’intesa. Il sito era già stato oggetto negli anni passati di convegni di architettura e archeologia, adesso dovrebbe arrivare la svolta vera e propria come patrimonio culturale della Valdinievole. La giunta comunale locale guidata dalla sindaca Simona De Caro ha infatti approvato all’unanimità gli atti che danno il via libera ufficiale allo schema di Protocollo d’Intesa per la ricerca sul castello di Monsummano Alto per la valorizzazione dell’antico sito fortificato medievale.

Il progetto consolida la collaborazione avviata nel 2022 con l’Università di Firenze, estendendola a cinque attori per cinque anni. I firmatari sono il Comune, la Soprintendenza per Lucca, Massa Carrara e Pistoia, la Parrocchia di Maria Santissima della Fontenova che è proprietaria di aree strategiche e rappresentata da don Stefano Salucci e due dipartimenti dell’Ateneo fiorentino: il Sagas e il Dida. Secondo quanto appreso dagli atti, sul piano scientifico il Dipartimento Sagas assumerà la co-direzione degli scavi con il professor Michele Nucciotti, mentre il Dipartimento di Architettura (Dida) gestirà rilievo digitale, restauro e analisi del paesaggio con il professor Alessandro Merlo e i colleghi Matteini, Coppola e Tanganelli con l’obiettivo di definire le linee guida per la creazione del ’Giardino Archeologico’, integrando indagini e rilievi 3D. L’accordo punterebbe infatti sulla didattica e sulla partecipazione comunitaria attraverso attività di archeologia pubblica, tirocini e summer school, creando un legame tra università e territorio. I reperti rinvenuti nel castello saranno studiati sotto la supervisione della Soprintendenza e valorizzati all’interno del locale Museo della Città e del Territorio, arricchendo l’offerta turistica e culturale locale.