HomeMassa CarraraCronaca"Troppa incuria i turisti scappano"Pinete sporche, erbacce che crescono sui cigli delle strade, marciapiedi pericolosi, strade piene di buche, poche attrazioni. E’ severa e...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPinete sporche, erbacce che crescono sui cigli delle strade, marciapiedi pericolosi, strade piene di buche, poche attrazioni. E’ severa e non fa sconti l’impietosa analisi di Marina di Carrara fatta da Amalia Galbati da Lissone, in Brianza, classe 1940. Amalia viene in vacanza dal 1950. "A quel tempo Marina era bella e mio padre decise di acquistare casa al Paradiso. Eravamo sei fratelli e, diventati adulti, tutti abbiamo acquistato casa qui ma poi tutti sono scappati dal disgusto e sono rimasta solo io". Amalia frequenta la pineta tra via Garibaldi e via Venezia, e nel pomeriggio, in cerca di un po’ di fresco: "qui ormai ci sono poche panchine, sporche, con tanto sudicio per terra, con ubriachi che dormono e bivaccano. I marciapiedi presentano tante buche, le radici degli alberi affiorano dal terreno, ragazzi in bicicletta scorazzano senza regole e non si è mai visto un agente di polizia locale a controllare". Amalia ha provato allora a cambiare pineta e si è spostata su quella vicina, tra via Genova e viale Colombo, ma anche qui stesso strazio, con panchine rotte, sporche e maleodoranti e l’inciviltà di tanti che non manca mai. "Mi chiedo se a Marina vogliono i turisti, oppure no, perché per loro non c’è niente, non ci sono cinema neppure all’aperto, non ci sono giochini per i bambini, e la Caravella, dove andavo a pattinare da ragazza, non si capisce cosa farà. Sembra che qui non vogliano i villeggianti e li trattano male". E non spostandosi in automobile, Amalia non ha visto le condizioni di altri marciapiedi, come ad esempio quelli di viale Galilei tra il casello autostradale e l’Aurelia, vere montagne russe.
"Troppa incuria i turisti scappano"
Pinete sporche, erbacce che crescono sui cigli delle strade, marciapiedi pericolosi, strade piene di buche, poche attrazioni. E’ severa e...






