Tortolì.20 luglio 2026 alle 01:45Gli operatori: figure professionali dalla Penisola per garantire il salvamento a mare
Fare il bagno non tira più come un tempo. Le imprese del settore si dimenano per trovare personale e sono costrette a importare le figure da oltre Tirreno. C’entra anche una maggiore consapevolezza delle responsabilità giuridiche legate al ruolo, che possono rappresentare un deterrente per chi aspira alla professione. Il bagnino può essere chiamato a rispondere sia penalmente, per esempio in caso di lesioni o omicidio colposo dovuti a negligenza, imprudenza o imperizia, sia in sede civile, con l’obbligo di risarcire gli eventuali danni. Sulla carenza di manodopera non fa eccezione il settore delle costruzioni nautiche, diventato tra i più trainanti per l’economia ogliastrina: intercettare operatori resta un rebus.
Emergenza
Paolo e Alessio Tedone, padre e figlio, sono i responsabili dell’Alpherat Regulus, associazione di protezione civile che gestisce il servizio di salvamento a mare per il Comune di Tortolì. Paolo Tedone, da presidente, è consapevole delle criticità di reperire bagnìni sul territorio. «È un fenomeno che va avanti da 4 anni. Per tenere fede alla convenzione con il Comune di Tortolì facciamo arrivare i ragazzi dalla Penisola, garantendo vitto e alloggio. Ora abbiamo due esterni, arrivati da Torino e dalla Campania. Il problema esiste e ne è a conoscenza anche la Guardia costiera. Comunque, seppur tra le difficoltà, andiamo avanti per assicurare un servizio fondamentale».







