Per il direttore di Repubblica è arrivata la soluzione ad interim con Stefano Cappellini al posto di Mario Orfeo, per l’advisory board è invece partita la caccia ai grandi nomi. Il gruppo Antenna di Theodore Kyriakou, ora proprietario di Gedi, sta lavorando alla costituzione di un comitato consultivo, ribattezzato appunto advisory board, da mettere nel motore del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.

La Repubblica senza pace, Orfeo si dimette: tra rilancio e rivendita, il futuro è incerto

Un’operazione di immagine per garantire un biglietto da visita al giornale e fornire un segnale sulle reali intenzioni di rilancio della testata a una redazione che resta preoccupata. Ci sono vari nomi a cui Kyriakou (e Matteo Renzi, uno dei suoi principali consiglieri) stanno puntando. In primis l’ex ministro del governo Draghi, Enrico Giovannini, che (contrariamente a quanto riportato nella prima versione dell’articolo) non ha accettato la proposta. In lizza c’era anche il manager Vittorio Colao, che però ha rifiutato qualche giorno fa.

Altro profilo corteggiato è stato quello di Paola Severino, altra ex ministra (della Giustizia) ma del governo Monti, avvocata a capo dell’omonimo studio legale: buona amica dell’ad di Gedi Mirja Cartia d’Asero, ha dovuto dire no per colpa di altri incarichi. Il nome più importante, per il valore simbolico, è quello di Ezio Mauro, per 20 anni direttore di Repubblica. Mauro, risulta a Domani, non ha ancora dato il via libera all’ingresso nel board. Per la cultura il ventaglio è ampio: un’opzione che piace ai greci sarebbe quella dell’attore-autore Stefano Massini.