BOLOGNA – Ha vinto la fascia di Miss Bologna qualche giorno fa, qualificandosi per le selezioni regionali di Miss Italia. Marta Bunda, 24 anni, origini congolesi, nata a Imola, da allora viene coperta di insulti. Basta digitare su Facebook “Miss Bologna” per scoprire decine di messaggi e post che oscillano fra la reazione perplessa e l’insulto vero e proprio: "Tipica bellezza romagnola", "Guardate gli occhi e le facce indignate delle vere ragazze bolognesi", "Bologna elegge miss Sostituzione etnica". Qualcuno si è preso pure la briga di insultarla direttamente. “Torna in Africa. Non sarai mai italiana”, si legge sotto le sue foto su Instagram, da un utente che sbandiera il tricolore. Lei per ora non risponde. Ringrazia cortesemente chi si congratula con lei. La pagina di Miss Italia Emilia-Romagna, concorso organizzato da Marco Pellegrini, cancella i commenti pesanti.
Del caso si è occupato anche l’Osservatorio sul razzismo in Italia, che denuncia: “Ha partecipato rispettando il regolamento del concorso, che prevede la cittadinanza italiana oppure la nascita in Italia da genitori stranieri con una lunga residenza nel nostro Paese. Eppure, per molti questo non basta”.
Non basta perché “si continua a spostare l'asticella dell'appartenenza. Se hai i documenti, non basta. Se sei nata in Italia, non basta. Se parli italiano, non basta. Se rappresenti la tua città, non basta. Per chi ragiona in questo modo, l'italianità non dipende dalla legge, dalla storia personale o dalla vita vissuta, ma dal colore della pelle”. “Ed è proprio questo il razzismo – insiste l’Osservatorio - negare l'identità e l'appartenenza di una persona non per ciò che è, ma per il suo aspetto. A Marta vanno i nostri complimenti per il traguardo raggiunto. Agli autori di quei commenti ricordiamo invece una cosa molto semplice: essere italiani non è una questione di pigmentazione”.











