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Beppe Severgnini

In un libro i colloqui chiari e sintetici che hanno toccato il cuore degli italiani. Al leader dc bastava un assist: «Che parte vorrei in un copione? Se fossi sicuro di poter applaudire, starei in platea». Mario Soldati si rivelò un dispensatore di serenità

Se volete capire il motivo del successo di Enzo Biagi – sul Corriere, con i libri, in televisione, in pubblico – bastano poche pagine di questo piccolo libro. L’uomo era chiaro, sintetico, empatico. Traduzione: si faceva capire, si sbrigava in fretta, toccava il cuore degli italiani. Che ogni tanto si nasconde, ma c’è.

«Scrive a mano, va quasi ogni giorno al cinema, non ama Shakespeare ma Cechov, il poeta che predilige è Sandro Penna, fuma moltissimo, rimpiange qualche volta Torino, con gli inverni e le nebbie, “si vuole bene - spiega – alle città in cui si è sofferto”». Non è un’introduzione a Natalia Ginzburg: è un acquerello. Che prosegue con pennellate precise: «In cosa si sente italiana?», «Cosa conta di più per una donna?», «Cosa significa vivere insieme?», «Ha paura di invecchiare?» (risposta di Ginzburg: «Io sono già vecchia. E non sono contenta per niente»).