di

Matteo Castagnoli

Sei gli spettatori portati in ospedale per le ferite, soprattutto alla testa, non in gravi condizioni. Altre persone, invece, sono state medicate sul posto dalla Croce rossa. Pozze d'acqua, fango, difficile uscire dall'ippodromo di San Siro

Tutto è cambiato quando all’improvviso il cielo è diventato scuro. E gli 80 mila fan radunati tra il palco dell’Ippodromo di San Siro e la «casita» - la replica di una tipica abitazione monopiano di Porto Rico che accompagna l’artista Bad Bunny nel suo tour mondiale - hanno smesso di ballare e cantare per aprire gli ombrelli. Sono da poco passate le 21 di sabato 18 luglio, il concerto è iniziato da una mezz’oretta, quando un violento temporale si abbatte su Milano. Forti raffiche di vento, pioggia a secchiate prima e grandine con enormi chicchi poi. L’esibizione della star portoricana viene inizialmente sospesa. Passano i minuti, ma dal cielo iniziano a precipitare palline di ghiaccio.

L’esodo degli 80 mila. A quel punto lo spettacolo viene annullato (non sarà recuperato). Non può riprendere ed è pericoloso rimanere lì, fermi. I fan vengono evacuati con l’aiuto di vigili del fuoco e forze dell’ordine. Gli spettatori corrono nel fango. Ma nell’attesa di uscire dall’Ippodromo, e nella «fuga», c’è chi viene colpito dalla grandine. Sei gli spettatori portati in ospedale per le ferite, soprattutto alla testa, non in gravi condizioni. Altre persone, invece, sono state medicate sul posto dalla Croce rossa.