PADOVA - Calato il sipario da pochi giorni, per lo Sherwood Festival è il tempo del bilancio dell'edizione 2026 che dal 10 giugno al 12 luglio ha portato al Park Nord dello stadio Euganeo oltre 150mila spettatori. Un anno definito "storico" per la manifestazione musicale nata nell'ormai lontano 1990, come spiega il direttore artistico Alex Favaretto esprimendo soddisfazione per quanto vissuto e proposto in questo mese: «Abbiamo avuto degli ospiti che per anni hanno rappresentato la storia del nostro festival come i Subsonica, che sono passati a trovarci festeggiando i loro trent'anni di attività, oppure Caparezza che ci ha regalato già lo scorso novembre il sold out per la sua data annunciata nel maggio 2025. Ci sono stati, poi, anche grandi ritorni che, come quello dei Litfiba, hanno dato un'impronta molto importante alla programmazione. Siamo, quindi, molto felici del livello qualitativo musicale e culturale espresso in questa edizione». Lo Sherwood, infatti, ha confermato per il 2026 una formula ormai collaudata che non lo pone solo come uno dei momenti più attesi per i concerti live ma anche come punto di convergenza di pubblici e generazioni differenti attraverso i diversi dibattiti e incontri incentrati sui temi politici e sociali più urgenti del mondo contemporaneo. «Con la nostra formula "1 euro può bastare" (dal contributo richiesto per l'accesso alla maggior parte delle serate, ndr) siamo riusciti a proporre diversi eventi con un livello più locale e indipendente sia nel palco centrale che nel second stage - prosegue Favaretto - Con questo sistema cerchiamo di rendere il festival attraversabile da tutti».