Le variazioni della temperatura massima, tra giugno 2026 e la media dei mesi di giugno degli ultimi dieci anni, mostrano come Perugia sia anche quest’anno una delle città più calde in Italia. Un fattore che ha lasciato il segno sull’aumento dei decessi di persone anziane, secondo quanto rivela il Rapporto del sistema nazionale di sorveglianza della mortalità del Ministero della Salute e della Protezione civile e che colloca il capoluogo tre le realtà più problematiche in questo senso. Emerge, infatti, che nella seconda ondata di caldo, quella tra il 18 e il 30 giugno, Perugia abbia avuto un aumento di morti di persone anziane tra i più alti in Italia. Sono stati registrati, infatti, 70 decessi contro i 50 attesi, pari a 20 morti in più e a un incremento del 40%, un dato statisticamente significativo.

Tra tutte le città monitorate, solo Torino ha fatto peggio, con un aumento del 35% ma su numeri molto più elevati (377 decessi osservati contro 279 attesi). Alle spalle di Perugia figurano Latina (+48%), seppur ai limiti della significatività statistica, Catania (+39%), Ancona (+23%), Palermo (+23%), Bari (+20%), Napoli (+19%), Bolzano (+18%) e Cagliari (+15%). In diverse grandi città, invece, l’impatto è stato decisamente più contenuto: Roma si è fermata al +7%, Milano al +8%, Firenze al +14%, mentre Bologna (-5%), Venezia (-19%) e Viterbo (-27%) hanno registrato valori inferiori alle attese. A preoccupare a questo punto sono i valori di luglio, visto il caldo che ci attanaglia da ormai dieci giorni. Lo scenario cambia se si allarga l’osservazione all’intero periodo compreso tra il 25 maggio e il 30 giugno, che include anche la fase precedente all’ondata più intensa. In questo caso Perugia conferma comunque un dato tra i più elevati del Centro Italia: i decessi tra gli over 65 sono stati 163 contro i 139 attesi, con 24 morti in eccesso e un incremento del 17%.