HomeRiminiCronacaTelecamere spente: il sindaco sotto tiroL’attacco del consigliere Barnaba Borghini: "Tanti annunci ma pochi fatti". Piscitelli (FdI): "Si facciano accertamenti"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciA Santarcangelo i venticinque nuovi occhi elettronici installati nei punti strategici del centro storico non sono ancora entrati in funzione. Il sistema, costato 30mila euro e presentato come una risposta concreta alle richieste di sicurezza di cittadini e commercianti, è fermo in attesa delle autorizzazioni. L’obiettivo era accenderlo in primavera. A luglio inoltrato, però, una data certa non c’è ancora. "Si parlava di un sistema operativo per la primavera, ma nessuno ha mai precisato la primavera di quale anno" attacca Barnaba Borghini di Alleanza Civica "perché dopo mesi di annunci, un Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza e numerose rassicurazioni, le telecamere sono ancora inutilizzabili".
Borghini ricostruisce la vicenda a partire dal novembre 2025, quando il terzo furto in sei mesi alla Gioielleria Pedrosi riportò il tema della sicurezza al centro del dibattito cittadino. "In quell’occasione il sindaco Filippo Sacchetti annunciò un potenziamento della videosorveglianza e maggiori controlli della Polizia locale" ricorda Borghini "mentre la preoccupazione di residenti e commercianti ci spinse a chiedere la convocazione di un Consiglio comunale straordinario". "A gennaio – spiega il consigliere – la giunta approvò l’accordo con l’azienda Record per cinque postazioni e venticinque telecamere di ultima generazione, capaci di rilevare persone, veicoli e movimenti anomali. Nel frattempo, però, la città ha continuato a fare i conti con episodi gravi, tra cui l’esplosione del bancomat avvenuta a febbraio". "Oggi ci chiediamo se il sindaco Sacchetti e l’assessore Paganelli abbiano annunciato l’intervento senza conoscere l’iter amministrativo necessario per renderlo operativo" prosegue Borghini "oppure se abbiano scelto consapevolmente di rassicurare cittadini e commercianti pur sapendo che le tempistiche indicate non sarebbero state rispettate". Per Alleanza civica il punto è politico: "In entrambi i casi il risultato non cambia. Il sistema che avrebbe dovuto rafforzare la sicurezza del centro è ancora spento".






