Una richiesta che supera di sette volte le quote stabilite. Questo è stato il responso del decreto flussi per la provincia di Salerno nel 2025, dove a fronte di 1.136 ingressi previsti sono stati concessi solo 27 visti su ben 7.899 domande inviate. È questa la fotografia scattata dalla Flai Cgil Salerno, che ha elaborato i dati sui lavoratori regolari nelle campagne. Ma solo quattro sono state alla fine le richieste di permesso di soggiorno, perché la burocrazia è un vicolo cieco, che porta tantissimi lavoratori e lavoratrici a rimanere come fantasmi nel cuore agricolo della Campania.

In queste sconfinate ramificazioni di campi ogni giorno, sempre più presto al mattino a causa del caldo, si devono recare lavoratori e lavoratrici per raggiungere il “gruppo” che gli è stato assegnato. A occuparsi dei trasporti non sono quasi mai le aziende né di certo il servizio pubblico. Percorrendo queste strade, si notano subito molte persone muoversi in bicicletta. Ma non tutti possiedono un mezzo: «I caporali – spiega il sindacalista della Flai Cgil Alferio Bottiglieri – non gestiscono più solo la manodopera, ma forniscono tutti i servizi necessari». In primis appunto quello del trasporto. E poi quello dei documenti burocratici. «In prefettura, il primo che viene richiesto è la dichiarazione di ospitalità. E qui si apre il problema: molti trovano una stanza ma si tratta spesso di alloggi irregolari, oppure il proprietario non è disposto a formalizzare un contratto d’affitto. La pratica per l’ospitalità resta quindi bloccata, sospesa. In questo vuoto si è costruito un vero e proprio mercato nero», chiarisce ancora il sindacato.