ROMA - Nelle ultime settimane gli attacchi con i droni da parte delle Rapid Support Forces (RSF) si sono intensificati all’interno e nei dintorni della città di El Obeid, nella regione del Kordofan, nel Sudan centro-meridionale. Medici Senza Frontiere (MSF) chiede alle RSF e alle Forze Armate Sudanesi di garantire la protezione dei civili e degli operatori umanitari: le organizzazioni umanitarie devono poter accedere in sicurezza alle aree colpite per continuare a fornire l'assistenza salvavita di cui la popolazione ha estremo bisogno.
Da giugno, gli attacchi hanno colpito scuole, mercati e depositi di carburante.“Tra la popolazione di El Obeid regna un clima di paura; gli attacchi con i droni non si limitano agli obiettivi militari: molto spesso colpiscono aree abitate, uccidendo e ferendo civili”, dice Liesbeth Aelbrecht, coordinatrice delle emergenze di MSF in Sudan. “Da giugno, gli attacchi hanno colpito scuole, un mercato, stazioni di servizio e depositi di carburante, punti di distribuzione dell'acqua e la principale centrale elettrica di El Obeid, causando blackout”.
Gli ospedali sono soggetti a razionamenti di energia elettrica e dipendono dal carburante. Gli attacchi con i droni stanno compromettendo i servizi di base, facendo aumentare i costi dei trasporti e del carburante e limitando l’accesso all’acqua potabile e all’assistenza sanitaria. Gli ospedali sono soggetti a razionamenti di energia elettrica e dipendono dal carburante, ormai non più disponibile, con il rischio di dover sospendere alcuni servizi salvavita. Il trasferimento dei pazienti può risultare difficile a causa dell’insicurezza e dei costi di trasporto, mentre il ricorso tardivo alle cure spesso fa sì che i pazienti arrivino in condizioni più gravi.







