Gli smart glasses stanno entrando sempre di più nostra quotidianità. Se non tutti ne possiedono un paio, molti li hanno già inseriti nella propria wish list. In effetti, il mercato degli occhiali smart è in forte espansione, trainato dai modelli con Intelligenza Artificiale e Realtà Aumentata (AR). I produttori hanno recentemente lanciato nuovi modelli, con partnership esclusive e le stime prevedono un valore globale fino a $44 miliardi entro il 2033 (fonte: Grand View Research).
Quella App Meta che preoccupa
Accanto a questo entusiasmo, però, affiorano perplessità legate soprattutto alla privacy degli utenti. La notizia che ha creato incertezze è che Meta avrebbe integrato piuttosto in sordina la tecnologia di riconoscimento facciale destinata ai propri smart glass in un’app – NameTag – scaricata già su oltre 50 milioni di telefoni. In realtà, come è emerso da un’inchiesta di Wired, la tecnologia è effettivamente integrata ma, almeno al momento, non abilitata e quindi non attiva.
Chi si occupa di privacy si è però mobilitato: oltre 70 organizzazioni per i diritti civili e la privacy – tra cui l’American Civil Liberties Union, l’Electronic Privacy Information Center e Fight for the Future – hanno chiesto a Meta di abbandonare NameTag, mentre gli esperti di occhiali di Overnight Glasses hanno effettuato uno studio a riguardo per capire il sentiment degli utenti e hanno evidenziato le principali preoccupazioni emerse.









