Oggi parleremmo del parto cesareo, evento piuttosto frequente in campo umano, ma con una bassa incidenza nella cagna e ancor meno per mamma gatta. Il motivo è presto spiegato, oggi la donna per svariate ragioni non si sposa più in giovanissima età, cosa che facevano le nostre nonne e che a trent’anni avevano già partorito da quattro a cinque figli e rigorosamente in casa dove allora il termine «parto cesareo» era pressoché sconosciuto.
Questo purtroppo non è previsto da madre natura che ha le sue leggi millenarie che non possono essere ignorate, cosa ancora rispettata dai nostri amici animali ed è per questo che il taglio cesareo non è molto frequente per loro. Adesso torniamo alla grande realtà di quando e perché si deve effettuare il parto cesareo nei nostri Pets. Come è noto a tutti si è costretti a ricorrere all’intervento del taglio cesareo quando il parto naturale non si riesce ad espletare con la dovuta regolarità e nei giusti tempi. Si tratta di un imprevisto che può capitare per svariate ragioni, ve ne cito alcune più frequenti: quando un cucciolo all’inizio del travaglio si presenta nelle vie del parto in modo anomalo ad esempio in posizione podalica, che è anche l’anomalia più frequente. Ci sono poi altre posizioni anomali come una zampa di traverso, oppure la testa ribaltata all’indietro e molto altro. Ma la causa ancora più pericolosa, è quando i cuccioli sono affetti da macrosomia fetale, ovvero feti super nutriti, che raggiungono delle notevoli dimensioni e non possono venire alla luce, poiché impossibile per loro attraversare lo stretto cingolo pelvico.







