Il tempo delle trattative è finito. Con una disposizione indirizzata agli uffici comunali, il sindaco Roberto Lagalla imprime una svolta alla vicenda che da settimane tiene in bilico il progetto di riqualificazione dello stadio Renzo Barbera. Di fronte al mancato accordo tra Palermo FC e Sipet, la società che ha in gestione l'ippodromo, il primo cittadino decide da sé. E avvia avvia la procedura per ridurre una parte della concessione della società, consentendo così di portare avanti il piano che dovrà accompagnare la candidatura della città a ospitare gli Europei di calcio del 2032. Una decisione dettata soprattutto dall'urgenza: il 31 luglio scade il termine fissato da Figc e Uefa e ogni ulteriore ritardo rischia di compromettere l'intera operazione.Nella lettera, il sindaco prende atto del fallimento di ogni tentativo di mediazione. Ricorda che il Comune ha seguito «costantemente» il confronto tra le società, ma osserva come «le numerose interlocuzioni formali e informali... non abbiano raggiunto un risultato utile per la definizione della controversia», nonostante la conferenza preliminare, quella decisoria e persino la riunione convocata il 14 luglio, il giorno del Festino. La discussione si è arenata sulla richiesta di indennizzo di circa 6 milioni che il Palermo calcio ritiene esorbitante.È a questo punto che arriva il cambio di passo. Lagalla richiama il valore strategico dell'intervento, ricordando che la riqualificazione del Barbera è già stata dichiarata opera di interesse pubblico e che «la candidatura a sede dei campionati europei 2032 costituisce obiettivo strategico dell'amministrazione». Per questo, scrive, «i descritti obiettivi dell'amministrazione comunale non possono essere pregiudicati dal mancato accordo tra le parti».Il nodo è noto. Per realizzare la copertura integrale dello stadio, ritenuta indispensabile per rispettare gli standard richiesti da Uefa, il Palermo ha bisogno di una porzione delle aree oggi in concessione alla Sipet. L'accordo, però, non è mai arrivato. E secondo il Comune questo stallo rischia di avere conseguenze pesantissime: «l'impossibilità di realizzazione dell'integrale copertura dello stadio» comporterebbe «l'irrimediabile mancata erogazione del contributo pari a 60 milioni deliberato dalla Regione».Per evitare questo scenario, l'ex rettore ha scelto una strada intermedia. Non la revoca della concessione dell'ippodromo, ma una sua riduzione. «L'amministrazione è determinata» a riducendo l'area assegnata alla Sipet di circa 2.900 metri quadrati, «appena l'1% della superficie complessiva, ritenendo che ciò non ne comprometta l'autonomia funzionale». Da qui gli ordini agli uffici: l'area Patrimonio dovrà avviare il procedimento di riduzione della concessione e rideterminare il canone. Il Comune lascia ancora spazio a un accordo tra le parti entro la fase della progettazione esecutiva. Ma intanto, non si poteva più aspettare.
Sullo stadio Barbera decide Lagalla: «Meno spazio all’ippodromo»
Il Palermo FC per la copertura dell’impianto ha bisogno di «allargarsi». Ma non trova una intesa con la Sipet. Il sindaco ordina agli uffici di ridurre l'area data in concessione







