Era l’estate del 1982, l’Italia aveva vinto i Mondiali di Spagna e celebrava i suoi idoli, fra tutti Paolo Rossi e Dino Zoff, il Paese era attraversato da ondate di calore che ovviamente oggi non ci sembrerebbero più tali, Giuni Russo entrava il 7 agosto nella top ten con il brano di Franco Battiato, Un'estate al mare. Non ne sarebbe più uscita, fino a novembre.
Sarà per quell’estate così indimenticabile, per quello che è rimasto un tormentone balneare da 44 anni, per la storia di una prostituta che sogna una vacanza al mare, un harmonizer e una pausa dalle difficoltà della sua vita e per la voce inconfondibile della cantante palermitana che Un’estate al mare si è impressa nella memoria collettiva e non se ne è più andata. Tanto che oggi il Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia celebra Giuni Russo e il suo brano più famoso, colonna sonora delle vacanze estive di intere generazioni.
"Apparentemente leggera, con una melodia semplice e immediatamente riconoscibile la canzone nasconde un testo tutt'altro che banale, ricco di immagini evocative, perfettamente in linea con il gusto citazionistico di Battiato”, spiega una nota. E ancora: “L'inconfondibile eco del suffisso '-oni oni' degli ombrelloni, gli inauditi virtuosismi vocali con il celebre verso dei gabbiani ottenuto modulando la voce su tonalità altissime, contribuiscono a trasformare Un'estate al mare in uno dei tormentoni più longevi e amati della musica italiana, che da oltre quarant'anni torna ad annunciare l'arrivo della bella stagione. I successivi album Vox, Mediterranea, Giuni e Album confermano le qualità interpretative e la vocazione sperimentale dell'artista, ma segnano anche l'acuirsi dei contrasti con la casa discografica CGD, orientata verso un repertorio più leggero e commerciale, al quale Giuni non vuole cedere neppure dopo il successo di Alghero (1986)".






