Bad Bunny riempie l’ippodromo di Milano, ma il concerto finisce nella polemica: fan che non vedono il palco, code infinite per l’acqua sotto il sole e la tribuna Los Vecinos venduta per stare alle spalle dell’artista.
Ieri c'è stato il primo dei due concerti di Bad Bunny previsti all'ippodromo Snai La Maura di Milano. Oltre 78mila spettatori per la prima data e altrettanti ne sono attesi questa sera. E ormai è un refrain, anche grazie al rimbalzo dei social, la critica alle modalità di gestione di eventi di questo tipo.
Uno spettatore presente registra un video nel quale non riesce a inquadrare Bad Bunny. A concerto in corso hanno iniziato a circolare video di spettatori che, per effetto della distanza, non hanno mai inquadrato l'artista dal vivo, limitandosi a seguirlo sul maxischermo. Uno sfogo diventato virale riassume l'umore di una fetta di pubblico: "Ovviamente come avevo anticipato mesi fa, si vedeva solo lo schermo". E ancora, con riferimento all'allestimento: "Lui stava dietro quel capanno nero". La chiusa è un atto d'accusa netto all'organizzazione: "NESSUN ARTISTA dovrebbe esibirsi in un posto così e da fan è veramente brutto", con l'auspicio che "si torni a puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità di gente ammassata a vedere uno schermo". Acqua contingentata e file interminabili sotto il sole Poi c'è il capitolo dell'attesa. Come da regolamento, le bottigliette venivano ritirate all'ingresso, o ammesse solo senza tappo. Una misura di sicurezza standard per eventi di questa portata, che però si è scontrata con ore di attesa sotto un sole a picco. E se durante quelle ore veniva sete? Nessun problema in teoria, se non fosse per la coda infinita ai punti di ristoro, inevitabile con una folla del genere. Il risultato lo racconta chi c'era, con parole che pesano più di qualsiasi bollettino sulle temperature: "I miei amici pensavano fossi svenuta".












