Vahid Aberi, cittadino britannico-iraniano residente a Liverpool, è stato incriminato in base al National Security Act. Secondo l’accusa avrebbe cercato contatti con Teheran e si sarebbe reso disponibile a collaborare. Il caso si inserisce nella crescente attenzione britannica verso le operazioni condotte dall’Iran attraverso intermediari e reti criminali
Vahid Aberi, 39 anni, cittadino britannico-iraniano residente a Liverpool, è comparso venerdì davanti alla Westminster Magistrates’ Court con l’accusa di aver assistito un servizio di intelligence straniero. Il Paese al quale si riferisce l’indagine è l’Iran, ha precisato la Metropolitan Police. L’uomo era stato arrestato il 15 luglio nella zona di Birmingham, mentre gli agenti dell’antiterrorismo hanno perquisito alcuni indirizzi a Birmingham e Liverpool. Aberi è stato rinviato in custodia cautelare e dovrà comparire davanti alla Old Bailey il prossimo 21 agosto. Le accuse devono ancora essere provate e l’imputato conserva naturalmente la presunzione di innocenza.
I contatti con il consolato iraniano
Secondo quanto riferito in aula dalla procuratrice Kristel Pous e ricostruito da Reuters, Aberi avrebbe inizialmente cercato di avvicinare alcuni contatti in Iran, senza successo. Avrebbe quindi scritto al consolato iraniano a Londra, presentandosi come un “umile servitore” e chiedendo in che modo potesse aiutare i suoi “cari compatrioti”.









