di
Alessio Di Sauro
Il 18 luglio 1986 la storica presentazione, con le note della Cavalcata delle Valchirie di Wagner ad accompagnare l'atterraggio. Lo spettacolo, costato al Cavaliere 50 milioni di lire, scatena l'entusiasmo di 50mila abbonati. È l'inizio di un'epopea da 29 trofei in 31 anni
Il sole quel giorno a Berlusconi rimane in tasca ma il nuovo Diavolo si accende lo stesso nonostante la pioggia. Chissà che il diluvio non faccia parte del copione studiato dal Cavaliere: «Milan bagnato, Milan fortunato», predice, e mai pronostico sarà più azzeccato. Doveva «solo» essere la prima passerella del nuovo corso rossonero, diventa l’inizio di un’epopea: quella dei 31 anni e 29 trofei, degli otto scudetti e delle cinque Coppe dei Campioni, certo, ma anche di ben altro. Quel 18 luglio 1986 il motto presidenziale «vincere, convincere e divertire» debutta al contrario: prima lo svago, poi tutto il resto.
La rivoluzione del pallone e del costume – non necessariamente in quest’ordine – arriva dal cielo: alle dieci del mattino, quando i cinquemila spettatori assiepatisi sugli spalti dell’Arena Civica di Milano per assistere alla prima passerella del nuovo Milan griffato Berlusconi iniziano a scrutare verso l’alto. Lo sguardo non è rivolto alle nuvole ma ai tre elicotteri che vi hanno appena fatto capolino, con le note della Cavalcata delle Valchirie di Wagner ad accompagnarne la planata a centrocampo e lo sbarco della rosa nuova di zecca. A chi ha visto Apocalypse Now sembra quasi un’operazione militare: «Manca solo il napalm», commenta a bordocampo un fotografo interista, «Quello lo teniamo per il derby», la replica di un omologo di fede rossonera.








