di
Nicolò Franceschin
Nel 2017 a Las Rozas, la Coverciano spagnola, De la Fuente era uno dei maestri. Gheorghe Craioveanu, compagno di Scaloni, racconta i due allenatori
De la Fuente e Scaloni si affronteranno al MetLife Stadium per la finale del Mondiale. Uno sogna il doblete, dopo l'Europeo vinto due anni fa. L'altro vuole centrare la seconda Coppa del Mondo consecutiva. Ma c'era un tempo in cui lo spagnolo dava lezioni e l'argentino ascoltava interessato. Era il 2017 e lo sfondo era quello di Las Rozas, la Coverciano spagnola. Entrambi erano lì per il corso per allenatori. Luis era l'insegnante, Lionel lo studente. «È davvero bello vederli ora affrontarsi in un competizione così importante», racconta con affetto Gheorghe Craioveanu, ex giocatore rumeno e studente di quel corso.
La memoria torna a quelle settimane, i ricordi si fanno più nitidi: «Di Scaloni ho ottimi ricordi perché era un tipo molto meticoloso, molto preparato, prestava moltissima attenzione». E una grande personalità che «da sempre è il suo punto di forza e la sua più grande virtù». Il futuro (roseo) da protagonista in panchina già chiaro: «Dopo aver finito il corso, ho detto che lo consideravo uno dei più preparati insieme a Iraola. Erano un passo avanti a tutti».










