HomeRiminiCronacaDelitto di Coriano: "Ho avuto un blackout. Mi ricordo tutto, tranne l’aggressione"Bonifazi risponde alle domande del gip nell’interrogatorio di convalida: al centro del movente restano la vendita della casa e le questioni patrimoniali con l’ex moglie Tania Sperindio.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Ho avuto come un blackout. Non ricordo nulla, o quasi,". È questa, in sintesi, la spiegazione fornita da Mario Bonifazi, davanti al giudice per le indagini preliminari nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto, durato circa un’ora. Il 71enne, accusato dell’omicidio volontario aggravato dell’ex moglie Tania Sperindio, 63 anni, uccisa mercoledì pomeriggio a martellate nella casa di via Agello, a Mulazzano di Coriano, ha risposto alle domande del gip cercando di ricostruire quanto accaduto, ma ha sostenuto di non ricordare il momento dell’aggressione. A spiegare l’esito dell’udienza è l’avvocato Paolo Gasperoni, che difende Bonifazi insieme al collega Federico Vici. "Il mio assistito ha risposto alle domande del giudice nel modo più preciso possibile. Era naturalmente ancora sconvolto e questo ha ha reso difficile affrontare alcuni passaggi, ma ha cercato di chiarire tutto quello che ricordava", spiega il legale. Il punto centrale del racconto resta proprio quel vuoto di memoria. Bonifazi avrebbe riferito di ricordare le tensioni legate alle questioni economiche e patrimoniali, in particolare alla divisione dei beni e alla vendita della casa, ma non l’aggressione in sé. Secondo quanto emerso, anche davanti al gip il 71enne avrebbe confermato che la questione economica rappresentava il principale motivo di contrasto con l’ex moglie. I due, separati da circa tre anni e divorziati da oltre uno, avevano ancora in comproprietà l’abitazione di via Agello. Lei voleva venderla per chiudere definitivamente ogni rapporto patrimoniale, mentre lui sarebbe stato contrario o comunque poco disponibile a lasciare l’immobile. Proprio quel nodo, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato l’elemento scatenante della lite esplosa dopo il sopralluogo del geometra incaricato di avviare la vendita della casa. Terminata la visita del tecnico, i due sarebbero rimasti soli e la discussione sarebbe degenerata fino all’aggressione mortale. In casa, in quel momento, c’era anche uno dei due figli della coppia, 27 anni, che però non si sarebbe accorto di nulla. Sul piano strettamente giuridico, la difesa ritiene inoltre che non si possa parlare tecnicamente di femminicidio. Secondo i legali, infatti, dagli elementi emersi finora non ci sarebbero motivazioni riconducibili alla gelosia, al possesso o al controllo della donna, ma un contesto legato esclusivamente alle questioni economiche e patrimoniali ancora aperte tra gli ex coniugi, in particolare alla gestione e alla vendita della casa. Si tratta di una valutazione difensiva che dovrà essere verificata nel prosieguo dell’inchiesta. Il 71enne resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Sul piano tecnico-giuridico saranno le prossime fasi dell’inchiesta a definire con precisione il quadro accusatorio e le eventuali aggravanti contestate dalla procura. Nel frattempo proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto all’interno della casa di via Agello e chiarire se il delitto sia maturato all’improvviso durante il litigio o sia stato preceduto da una più lunga escalation di tensioni. L’esatta scansione temporale dell’omicidio è ancora al vaglio degli investigatori, ma tutto lascia pensare che il delitto si consumi tra le 18 e le 20.30, orario in cui Bonifazi chiama il numero di emergenza riferendo di aver ucciso l’ex moglie. Sarà l’autopsia, che verrà disposta dalla procura di Rimini, a chiarire la causa esatta della morte, il numero delle ferite, la loro successione e l’orario presumibile dell’aggressione. Intanto, la rete dei centri antiviolenza "CHIAMA chiAMA" e "Rompi il Silenzio" ha indetto un presidio dedicato a Tania Sperindio che si terrà il 22 luglio, alle 19, a Coriano, in piazza Mazzini.