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Nonostante il fallimento della tregua in Medio Oriente, i pericoli di strette monetarie da parte della Fed e i primi scricchiolii di un settore come quello dei semiconduttori per l'AI dopo anni di corsa senza sosta, la stagione delle trimestrali bancarie americane si è chiusa nel segno dei record. Specialmente per due voci di bilancio: advisory per le ipo e trading, sostenuto dai grandi volumi di compravendita di azioni nei giorni di maggiore volatilità.
I ceo delle grandi banche a stelle e strisce, forti dei loro risultati di bilancio, guardano al futuro con ottimismo, supportati dalla tenuta dei consumi e dalla solidità delle imprese statunitensi. Ma a fianco alla fiducia, trapela sempre più forte un elemento di cautela. E in particolare, una vera e propria nuova mappa del rischio, che fa da stella polare anche alle scelte di investimento. Ecco le prospettive dei ceo Jamie Dimon (Jp Morgan), David Solomon (Goldman Sachs), Brian Moynihan (Bank of America) e Mike Santomassimo (Wells Fargo), intervenuti ai microfoni di Cnbc.
Domanda. Qual è oggi lo stato di salute dell'economia americana?
Santomassimo. Dal nostro osservatorio registriamo una crescita diffusa in tutte le aree di business, sintomo di un contesto in cui sia le famiglie sia le imprese mostrano un'ottima capacità di tenuta. La crescita dei prestiti sta vivendo una normale moderazione fisiologica rispetto ai ritmi serrati di inizio anno, ma non ci sono fattori specifici che frenano la domanda.







