Il banco di posidonia è talmente fitto da impedire di raggiungere il mare, ma a preoccupare maggiormente i residenti del settore A di Torre degli Ulivi è il rischio che le alghe, arrivate ormai a contatto con le abitazioni, inneschino un incendio. A quasi due mesi dall'annuncio del piano straordinario per la pulizia delle spiagge del litorale di Capoterra, finanziato dalla Regione dopo le violente mareggiate della scorsa primavera, i residenti di Torre degli Ulivi tornano a chiedere un intervento del Comune.
Gli accumuli di posidonia oceanica, ormai essiccata, si estendono per centinaia di metri e, in diversi punti, raggiungono il confine delle abitazioni. Alla vegetazione marina si aggiungerebbero inoltre reti da pesca, plastica, lattine e altri rifiuti trasportati dalle mareggiate, oltre ad alcune siringhe rinvenute sulla spiaggia.
Antonello Tenardi, storico abitante della zona residenziale di Capoterra, fotografa la situazione: «Siamo perfettamente consapevoli del valore ambientale della posidonia e nessuno mette in discussione il ruolo fondamentale che svolge nell'ecosistema marino, tuttavia, ciò che oggi è presente sul nostro litorale non può più essere considerato una normale banco naturale, ma una minaccia per l'incolumità dei cittadini».






