Bonelli difende il comandante indagato e accusa destra e stampa di voler criminalizzare i soccorsi in mare dopo l’inchiesta sull’intervento della nave
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Era prevedibile e alla fine è accaduto: per la Sea-Watch, dopo l’inchiesta giornalistica di Fausto Biloslavo arrivata anche sul quotidiano francese Le Figaro su un intervento sospetto della Ong tedesca, si è attivato il soccorso rosso. Non è una novità che la sinistra radicale, in parlamento rappresentata da Avs, abbia sempre appoggiato le Ong e anche stavolta non fa eccezione, con Angelo Bonelli che ha preso personalmente la parola per attaccare questo quotidiano, che ha fatto l’inchiesta, e i politici che hanno chiesto conto di quelle immagini.“Ancora una volta il governo Governo Meloni e queste destre si accaniscono da giorni contro chi si batte per salvare vite in mare. Questa volta tocca al comandante della Sea Watch 5, che rischia fino a 20 anni di carcere per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. È lo stesso copione di sempre: si processano i soccorritori e si proteggono i trafficanti”, ha dichiarato Bonelli. Che Anne van Dam fosse indagato, però, si sa da giugno, da quando le autorità sono salite a bordo della Sea-Watch per effettuare i controlli, perquisire e sequestrare le carte di bordo. La notifica di indagine è stata contestuale per il comandante (come reso noto anche da questo quotidiano). Può essere considerato alla stregua di un “atto dovuto” che piace tanto alla sinistra, necessario per svolgere gli accertamenti a fronte di una segnalazione per un intervento anomalo, confermato anche da Sea-Watch, che ha visto il rhib della Ong affiancarsi a una lancia veloce comandata da due uomini incappucciati e armati, da cui sono scesi i migranti a bordo (tutti con giubbotti di salvataggio) per salire sull’imbarcazione della Ong. È un’operazione diversa rispetto a quella descritta inizialmente dalla Ong, che a maggio nel comunicato parlava genericamente di “persone in difficoltà in mare”.








