Dal cuore del Parco Nazionale del Pollino prende vita un violino unico al mondo, costruito con i legni autoctoni del territorio: nella nostra intervista, il maestro Mauro Tortorelli presenta un progetto che unisce liuteria, arte, natura e identità culturale. Il 18 luglio il debutto de “Il suono del Pollino” con il Gran Duo Italiano.
PARCO NAZIONALE DEL POLLINO – E se il respiro di un bosco potesse diventare musica? Se il legno custodito per decenni nel silenzio di una montagna potesse trasformarsi in una voce capace di raccontare un territorio? Nel cuore del Pollino questa idea è diventata realtà. Da un incontro tra natura, arte e sapienza artigianale nasce “Pollino”, il primo violino realizzato interamente con i legni autoctoni del Parco Nazionale del Pollino: uno strumento nato dal dialogo tra la materia e la sensibilità dell’artista, tra la ricerca timbrica e il sapere antico della liuteria. Ogni fibra del legno racconta una storia; ogni vibrazione restituisce un frammento di quella terra da cui proviene.
L’intuizione porta la firma del maestro Mauro Tortorelli, violinista di fama internazionale e docente del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza. La scintilla si innesca durante una visita alla Bottega della Liuteria Jonica di Montegiordano, dove Tortorelli prova diversi strumenti realizzati dai maestri liutai Vincenzo e Marco Corrado. Tra quei violini, uno cattura immediatamente la sua attenzione. Ha un timbro diverso, profondo, caldo, sorprendentemente personale. Il segreto è nella tavola armonica, ricavata da un abete cresciuto nei boschi del Pollino.












