| 17 Luglio 2026 15:01 |

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(Adnkronos) –

E’ morto a 91 anni Osvaldo Bagnoli, l’allenatore dello scudetto dello storico scudetto del Verona, conquistato nella stagione 1984-1985. Bagnoli si è spento all’ospedale Borgo Roma della città scaligera. Nato a Milano il 3 luglio del 1935 Bagnoli ha iniziato la sua carriera nel Milan, giocando da centrocampista, a metà anni 50′. Lasciato il club rossonero ha vestito le maglie di Verona, Udinese, Catanzaro, Spal, Udinese e Verbania, per poi ritirarsi nel 1973 e iniziare ad allenare. In panchina il ‘mago della Bovisa’, così venne soprannominato, ha guidato Solbiatese, Como, Rimini, Fano, Cesena, Verona, Genoa e infine Inter, squadra per cui faceva il tifo da bambino e che ha allenato dal 1992 al 1994.

Pochi minuti dopo la notizia della scomparsa di Bagnoli il Verona ha pubblicato una nota di cordoglio sul proprio sito ufficiale. “Con infinita tristezza e commozione, Hellas Verona FC piange la scomparsa del proprio Presidente Onorario, Osvaldo Bagnoli, ora e per sempre Leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano. Impossibile racchiudere in poche righe cosa ha rappresentato e rappresenta per l’Hellas Verona Osvaldo Bagnoli. Originario della Bovisa, quartiere operaio di Milano, e di umili origini, Osvaldo ha conservato in ogni sua parola e in ogni suo gesto un’umiltà che hanno ispirato rispetto e ammirazione da ogni persona e tifoso incontrato sul proprio cammino. Dopo un inizio di carriera da giocatore al Milan, è proprio al Verona che Osvaldo si è imposto per quattro anni come mezz’ala dall’ottima predisposizione al gol. Appese le scarpette al chiodo nel 1973, se le riallaccia per diventare, immediatamente, allenatore della Solbiatese. Nelle esperienze a Como, Rimini, Fano e Cesena ottiene salvezze, promozioni e mostra le qualità che nel 1981 lo portano a incrociare nuovamente la strada del Verona che – dopo un decennio quasi ininterrotto di Serie A – fatica a tornare nella massima serie. Pronti, via: l’estate dell’Italia Campione del Mondo in Spagna è anche quella in cui – al primo tentativo e al termine di una cavalcata esaltante – Bagnoli e il suo Verona tornano in Serie A, l’unica categoria frequentata dai gialloblù per le 8 stagioni successive. E non una Serie A “qualsiasi”. La migliore di sempre, dove il piccolo grande Verona del piccolo grande Osvaldo conquisterà tre partecipazioni alle coppe europee (due Uefa e una dei Campioni) e due finali di Coppa Italia. Ma è nella stagione 1984/85, naturalmente, che si compie il capolavoro assoluto di Bagnoli e del Verona, prima e tutt’ora unica squadra di città non capoluogo di Regione a conquistare lo Scudetto nella Serie A a girone unico. Un’impresa mai troppo celebrata, che tutti i protagonisti, nessuno escluso, attribuiscono prima di tutto al mister. Negli ultimi anni di vita, i meritati riconoscimenti: la Hall of Fame del Calcio Italiano della Figc nel 2017, il titolo di Presidente Onorario dell’Hellas Verona nel 2018. Col suo carattere semplice e l’intelligenza acutissima, il suo broncio dolce e concentrato che, in quel dodici maggio 1985, si aprì nel sorriso più bello e vero che la nostra città abbia mai visto. Sei il più Grande di tutti. E ci manchi già, Osvaldo”.