di
Fausta Chiesa
L’azienda è specializzata nei cosiddetti chip Nand, che conservano i dati anche quando non sono alimentati. I futures sul Nasdaq in calo dell’1,5 per cento
C’è un’altra vittima della bolla dell’AI, con la tensione sui titoli legati ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale che stavolta nella seduta di Borsa ha colpito principalmente il Giappone e con i timori di una bolla dell’AI. Il simbolo della crisi stavolta si chiama Kioxia Holdings, azienda specializzata nella produzione e vendita di memorie flash, unità di memoria a stato solido, schede di memoria SD e microSD, chiavi USB e software che ha perso il 16%. «In appena un mese - analizza Carlo De Luca , capo Asset Management di Gamma Capital Markets- la società ha visto dimezzarsi la propria capitalizzazione, dopo essere stata per breve tempo la società quotata più grande del Giappone per valore di mercato». Il tema è il deterioramento del comparto dei semiconduttori, già sotto pressione nei giorni scorsi e che ha causato i crolli di società coreane del calibro di Samsung e americane come Ibm.
Kioxia sull’ottovolanteAncora poco conosciuta dai non addetti ai lavori, l’azienda ha visto il valore delle sue azioni moltiplicarsi per sette quest’anno, superando addirittura brevemente Toyota a giugno al primo postoper market cap di Tokyo. «Siamo molto fiduciosi nella continua crescita del mercato della memoria flash che produciamo», aveva recentemente dichiarato il ceo di Kioxia, Hiroo Ota, nel nuovo stabilimento di semiconduttori inaugurato a settembre nel nord del Giappone. L’azienda è specializzata nei cosiddetti chip Nand, che conservano i dati anche quando non sono alimentati – comunemente utilizzati negli smartphone, nelle schede di memoria o nelle chiavette Usb – e sempre più richiesti man mano che i sistemi di AI necessitano di maggiore spazio di archiviazione.







