Sulla carta è una rivoluzione, e per una volta tutta italiana. Tra maggio e novembre 2025 l'ENAC, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, ha costruito pezzo dopo pezzo il primo quadro normativo al mondo che consente ai cani di taglia media e grande — fino a 30 chilogrammi — di viaggiare in cabina accanto al proprietario, e non più in stiva come un bagaglio: prima la delibera che rimuove il vecchio limite degli 8-10 chili, poi le linee guida operative di settembre, infine, il 25 novembre, l'approvazione del Ministero delle Infrastrutture. Il protocollo è dettagliato: massimo sei animali per volo sui collegamenti nazionali, posti dedicati in prima e ultima fila, lato finestrino, lontano dalle uscite di emergenza, informazione preventiva agli altri passeggeri e “buffer zone” per chi soffre di allergie. “È un cambiamento culturale prima ancora che normativo”, ha rivendicato il presidente dell'Enac Pierluigi Di Palma, richiamando la riforma costituzionale del 2022 che ha inserito la tutela degli animali nell'articolo 9.
La realtà è un'altra
Poi c'è la realtà dei banchi del check-in. Le linee guida non impongono nulla: ogni compagnia è libera di aderire, fissare tariffe e condizioni, o semplicemente ignorarle. E a otto mesi dall'approvazione ministeriale, l'unica ad aver raccolto l'invito è ITA Airways, che a febbraio ha annunciato i voli nazionali “Large Pet Friendly” — cani fino a 30 chili in cabina, senza trasportino — promettendone la vendita per la stagione estiva, dopo il volo dimostrativo a favore di telecamere dello scorso settembre tra Linate e Fiumicino. Ma a metà luglio, in piena stagione delle partenze, il sito della compagnia riporta ancora soltanto le regole ordinarie: in cabina solo animali fino a 12 chili sui voli nazionali (8 sugli internazionali), chiusi in un trasportino da mettere però sotto il sedile di fronte, dove a malapena entra un piccolo zaino.






