Il tredicesimo volo di prova di Starship è stato annullato all’ultimo secondo. Il più grande e potente razzo mai costruito si preparava a decollare giovedì 16 luglio dalla base di SpaceX nel Texas meridionale, quando alcuni dei 33 motori Raptor del primo stadio non si sono accesi. Il sistema automatico ha interrotto la sequenza a circa un secondo dalla partenza, lasciando il veicolo fermo sulla rampa tra grandi nuvole di fumo e vapore. I motori già avviati sono stati spenti immediatamente e il razzo è rimasto ancorato alla piattaforma. È la prima volta che una Starship completa subisce un’interruzione della procedura di lancio dopo l’inizio dell’accensione. Il fondatore e amministratore delegato di SpaceX, Elon Musk, ha annunciato che due motori saranno sostituiti “per essere sicuri di avere un buon volo”. Un nuovo tentativo potrebbe avvenire all’inizio della prossima settimana, dopo le verifiche tecniche e il ripristino della piattaforma. Se non altro, l’episodio mostra che il sistema automatico di sicurezza ha funzionato come previsto. Far decollare un razzo di queste dimensioni con un numero insufficiente di motori operativi avrebbe potuto compromettere la missione già nelle prime fasi. I precedenti test di Starship sono stati caratterizzati da progressi significativi, ma anche da esplosioni e perdite del veicolo. Il razzo più grande del mondo Starship, costituita dalla navicella superiore e dal booster Super Heavy, è alta circa 124 metri. Il primo stadio dispone di 33 motori Raptor alimentati a metano e ossigeno liquidi. SpaceX sta sviluppando il sistema affinché entrambi gli elementi possano essere completamente riutilizzati, con l’obiettivo di trasportare merci e persone verso l’orbita terrestre, la Luna e, in prospettiva, Marte. Il volo numero 13 avrebbe seguito una traiettoria suborbitale di circa un’ora, sorvolando il Golfo del Messico e proseguendo verso l’Oceano Indiano. Né il booster né la navicella sarebbero stati recuperati: entrambi avrebbero concluso la missione con un ammaraggio controllato. A bordo si trovavano anche 20 satelliti Starlink di nuova generazione. Durante il volo, avrebbero dovuto essere rilasciati per una dimostrazione temporanea, comunicare con gli Starlink già in orbita e fotografare lo scudo termico della navicella. A causa della traiettoria suborbitale, erano comunque destinati a rientrare nell’atmosfera poco dopo il test. La missione avrebbe inoltre verificato modifiche hardware e software introdotte dopo il dodicesimo volo, pensate per migliorare l’affidabilità della riaccensione dei motori, della separazione tra i due stadi e delle manovre di rientro. Il ruolo di Starship nel ritorno sulla Luna Il successo di Starship non riguarda soltanto i programmi commerciali di SpaceX. La NASA ha scelto una versione modificata della navicella come sistema di allunaggio per il programma Artemis, insieme al lander Blue Moon sviluppato da Blue Origin. I piani dell’agenzia spaziale sono però cambiati rispetto alla timeline originaria. Artemis III, prevista per il 2027, non dovrebbe più portare astronauti sulla superficie lunare, ma servire a provare in orbita terrestre operazioni fondamentali, comprese quelle di rendez-vous e attracco tra la capsula Orion e i lander commerciali. Il primo nuovo sbarco umano sulla Luna dopo oltre mezzo secolo è ora previsto con Artemis IV, non prima del 2028. Quattro astronauti raggiungeranno l’orbita lunare a bordo di Orion; due di loro dovrebbero poi trasferirsi su uno dei lander e scendere nella regione del polo sud lunare. Prima di trasportare astronauti, SpaceX dovrà dimostrare che Starship è in grado di completare voli affidabili, effettuare rifornimenti di propellente in orbita e realizzare un allunaggio senza equipaggio.
SpaceX, stop a Starship un secondo prima del decollo: quattro motori non si accendono
Il tredicesimo test rinviato alla prossima settimana












