Il sindaco Gaetano Manfredi, dopo avere defenestrato i 10 direttori generali delle altrettante Municipalità - che avrebbero erogato gettoni di presenza ai consiglieri senza il necessario controllo delle presenze, vicenda oggetto di una inchiesta della Corte dei Conti - si affida al direttore generale del Comune Pasquale Granata per mettere ordine in quel settore. E contestualmente, nomina i nuovi direttori delle Municipalità. Nove nomine, non 10, perché Manfredi ha salvato e riconfermato solo l’ingegnera Manuela Brescia alla guida della Decima Municipalità, quella di Bagnoli-Fuorigrotta. Un nuovo modello gestionale con facce nuove per tamponare l’erogazione a pioggia dei gettoni di presenza. E Granata è il “notaio” di Manfredi, personalità di cui il sindaco si fida.

Con un’ordine di servizio del 15 luglio, Granata, ha creato una task force che ha il compito di «verificare la coerenza della regolamentazione comunale in materia di Commissioni Consiliari Municipali con l’ordinamento vigente, ai fini dell’elaborazione di proposte di modifica preordinate, tra l’altro, all’omogeneità di funzionamento di detti organi sul territorio cittadino». Ma soprattutto questa Unità, «in luogo delle singole Municipalità, ha la competenza inerente alla conduzione dell’istruttoria unitaria in materia di erogazione dei gettoni di presenza per la partecipazione alle Commissioni Consiliari Municipali, nonché l’adozione di tutte le attività gestionali consequenziali». Ai direttori delle Municipalità «è richiesta la massima collaborazione per reperire dati e documentazione che consentano il lavoro dell’unità operativa autonoma». In questo modo chi andrà a dirigere le Municipalità, sulla questione dei gettoni, non dovrebbe incorrere più in “incidenti” che poi hanno scatenato una doppia inchiesta, quella della magistratura ordinaria e quella contabile. Il nuovo modello gestionale dei gettoni, nella sostanza, è tutto in capo a Granata. Chi sono i nuovi direttori delle Municipalità? Valeria Palazzo (I), Mara Iaccarino (II), Alessia Piccolo(III), Raimondo Sorrentino (IV), Sergio Mazzocca (V), Veronica Velleca (VI), Antonio Coppola (VII), Nunzia Ragosta (VIII) e Nicola La Fonza (IX). Sei donne - se si conta l’ingegnera Brescia della Decima Municipalità, anche questo un segnale di cambiamento.Lo scandalo dei gettoni d’oro nasce da accertamenti fatti dalla Corte dei Conti, e quello che è venuto fuori è questo: gettoni erogati a chi non ha mai sostanzialmente partecipato ai lavori consiliari. Così si spiega il dato che a Napoli le Municipalità costano molto di più: circa tre volte tanto rispetto a Milano, più del doppio rispetto a Roma e a Torino, fino a sei volte in più rispetto a Bari. Inutile fare confronti con altre aree metropolitane, comunque impegnative e popolose, come Bologna, dove i costi restano funzionali all’erogazione di servizi strategici sul territorio. I 10 parlamentini napoletani, il primo anello di contatto amministrativo tra gli uffici pubblici e i cittadini, su cui da mesi è in corso una inchiesta della Procura contabile. Costi raddoppiati, se non addirittura triplicati, in uno scenario in cui gli inquirenti puntano a mettere a fuoco la trama di riunioni lampo e di rimborsi facili al termine di commissioni ritenute tutt'altro che incisive.